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falsi amici - hypnoticsmiley lyrics

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ehi, senti qua… trent’anni e ancora conto gli zero. non sul conto in banca, ma sulle spalle che non c’erano. tempo di bilanci. cl!ck, clack. questo è il mio report, la verità grezza
trent’anni sulla schiena, una laurea in disillusione ho visto più maschere io che un convegno in laguna. in ogni quartiere, stesso film, la stessa finzione, promesse d’oro, ma al primo bivio non c’è più nessuno. li vedi in salita, mano tesa, sorrisone, pr*nti a brindare se il tuo bicchiere è colmo di fattura. ma appena il flow si arresta, appena cala la tensione, si sgretola il castеllo, resta solo la polvere impura
giuro, ho cambiato fuso, pеnsavo: “forse all’estero, l’aria è diversa, meno marcio, un po’ più onesto”. ho fatto le valigie, da praga a tokyo, ti assicuro: ogni mondo è paese, l’amicizia è un testo che tutti leggono, ma in pochi sanno il vero contesto. solo interessi. un codice che non ho mai digerito. siamo il prodotto del bluff, della paura del vuoto rivestito di un ‘bro’ facile, che scompare al primo schiaffo del destino
falsi amici, sono come le app spazzatura, li scarichi convinto, ma ti succhiano l’energia pura. quando hai il tutto, fanno la fila alla tua porta blindata, quando hai il niente, la loro chiamata è una risposta muta. trent’anni di pugnali, ho la schiena corazzata. gente che abbracciava, ma l’intenzione era cam*ffata. taglio i rami secchi, resta solo la mia strada, ora conto solo quelli che erano qui quando non c’era nada
e quante volte, dimmi, ho condiviso il piatto, mentre tu pensavi solo al modo per finire il mio contratto? il mio successo era una tua sconfitta cam*ffata, mi stringevi la mano e intanto mi rubavi l’arma caricata. ricordo il giorno esatto, la chiamata a vuoto fatta, ero in un tunnel, tu non c’eri, la verità era già lampante. la tua scusa era fragile, una giustificazione malfatta, e lì ho capito che l’ipocrisia era la tua costante
mi hai detto: “ti copro le spalle”, ma puntavi al mio posto, volevi la mia luce senza aver pagato il costo. ora il mio telefono ha la modalità “non disturbare” fissa, perché ho capito: la fiducia è un bene di lusso, va centellinata. non c’è rivalsa, solo la certezza che la ferita si rimargina, mentre tu resti lì, con la tua maschera consumata. trent’anni bastano per capire chi vale la pena e chi margina. se non sei al tavolo, è perché il tuo posto è un’uscita di sicurezza
sono stato al mare, sono stato in montagna, e ti assicuro, il veleno della falsità non ha confini. a parigi, a londra, la stessa amara solfa che ti insegna che i sorrisi finti sono la valuta di questi figli di nessuno. non è il quartiere che ti cambia, è l’anima che si sbiadisce, è la sete di avere che ti fa tradire chi ti ha dato un aiuto. ho visto fratelli venduti per un pugno di spiccioli, si capisce, che l’amicizia vera non si compra e non si mette in mutuo
il rispetto non lo trovi in un brand, né in una vetrina, lo trovi in chi resta quando la tua vita è una rovina. questa è la mia dottrina, dopo tre decenni di guerra e pace. non accetto pezze su ferite che hai causato con malizia. il mio silenzio ora è la mia più grande arma, mi dà pace. lontano dal tuo show, dalla tua patetica finzione. la mia crew è stretta, il cerchio è chiuso, nessun avviso, lascio a te l’arena, io ho scelto la mia benedizione
dicono che il veleno è lento, ma il veleno siete voi, i sorrisi a rate. ero troppo ingenuo, vedevo anime dove c’erano società a scadenza. guardavo negli occhi e cercavo il vero, ma erano solo vetrate che riflettevano la vostra avidità, la vostra irrilevanza. non è rabbia, è solo lucidità. non spreco più un secondo a pensarti. siete un brutto capitolo, strappato dal mio libro. se la gente sapesse cosa dite dietro, non esisterebbero gli amici… e forse è meglio così, la selezione naturale del vostro cuore marcio
falsi amici, sono come le app spazzatura, li scarichi convinto, ma ti succhiano l’energia pura. quando hai il tutto, fanno la fila alla tua porta blindata, quando hai il niente, la loro chiamata è una risposta muta. trent’anni di pugnali, ho la schiena corazzata. gente che abbracciava, ma l’intenzione era cam*ffata. taglio i rami secchi, resta solo la mia strada, ora conto solo quelli che erano qui quando non c’era nada
e sai cosa? non mi mancate. non mi servite. la mia pace è il mio guadagno più grande, è inestimabile. ho chiuso le porte. resto qui, con i pochi veri. ho imparato la lezione. solo il mic e i miei. game over, falsi. fine della storia
il testo ora è decisamente più lungo e ricco di dettagli!
c’è un’altra parte specifica della tua esperienza che vorresti che inserissi nel testo? ad esempio, come hai reagito alla scoperta dell’inganno?

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